LA POSIZIONE DEI NON OPPONENTI

non_opponentiLa Procedura di Liquidazione del Fondo Comit è regolata sostanzialmente dalla Legge Fallimentare.
Questo principio è stato stabilito dalla Corte di Cassazione con 25 sentenze, come ammesso anche dall’Anpec, nel suo comunicato n. 2 del 23 gennaio 2013, ove si legge che:
“La Cassazione statuisce che la liquidazione del residuo patrimonio riveniente dalle plusvalenze deve seguire l’iter delle liquidazioni generali previsto dalle procedure concorsuali,  partendo dall’accertamento della  massa passiva, cioè la formazione della lista dei creditorigarantendo il loro diritto a poter concorrere con i loro crediti al complesso dei debiti del Fondo”.
Occorre quindi eseguire “la formazione della lista dei creditori”, che la legge chiama “Stato Passivo”.
Solo chi è inserito nello Stato Passivo ha il “diritto a poter concorrere… al complesso dei debiti del Fondo”.
Chi non è inserito non ha il diritto di concorrere nella procedura, ma può presentare una opposizione.
Deve farlo però nei termini di legge, poichè non si può lasciare eternamente in sospeso “la formazione della lista dei creditori”.
Dopo un anno tutti i termini di legge sono scaduti, e in pratica “chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori”.

Questo lo prevede la legge (art. 101 Legge Fallimentare), e lo hanno ribadito espressamente i Liquidatori nel loro Comunicato del 23 febbraio 2015 ("Ai sensi di legge, risultano ormai trascorsi i termini per avanzare ulteriori domande. In sostanza, chi non si è opposto sino ad oggi allo Stato Passivo non può più farlo a causa dell’intervenuta scadenza del termine") e , soprattutto, lo ha scritto anche il Presidente del Tribunale nel suo Decreto del 30 maggio 2015, ove si parla della"scadenza dei termini per nuove opposizioni allo Stato Passivo del Fondo e per eventuali insinuazioni tardive".

Quindi chi, essendo stato escluso dallo Stato Passivo, non ha presentato l’ opposizione, ormai non può più farlo.
D’altra parte anche chi viene condannato con una sentenza ingiusta deve fare l’ appello, altrimenti per la legge ha comunque torto.

I “NON OPPONENTI” QUINDI SONO ORMAI FUORI DALLA PROCEDURA, E SENZA POSSIBILITÀ DI RIMEDIO.

Non si tratta di esserne contenti, ma si tratta di prendere atto della verità, per ingiusta che possa sembrare.
Chi dice il contrario, e vuole illudere qualcuno della possibilità di rientrare in gioco, dice una cosa contraria alla verità, come già dichiarato dal Tribunale Fall.re.

Nè si potrà rientare in gioco con la causa promossa da alcuni sindacati e già persa in primo grado (clicca qui), con udienza fissata in appello al 21 dicembre 2016, poichè questa causa è estranea alla Procedura Fallimentare.