La prescrizione nel Fondo Comit

Dubbio
Per alcuni creditori i Liquidatori hanno eccepito l' avvenuta estinzione del credito per prescrizione.
Chiariamo subito che la questione non riguarda i nostri assistiti, per i quali venne tempestivamente interrotta la prescrizione nei termini più prudenti possibili (cinque anni).
Questo lo abbiamo già chiarito anche nella nostra assemblea del 20 marzo in cui abbiamo illustrato la nostra proposta transattiva.

La questione riguarda quindi altri opponenti, i quali saranno difesi dai rispettivi Legali, a cui naturalmente non vogliamo sostituirci e che meglio di noi sapranno replicare all' eccezione.

Qui vogliamo soltanto chiarire, su richiesta dei nostri assistititi, il significato dell' eccezione sollevata dai Liquidatori.

L' art. 2934 cod. civ. stabilisce che "Ogni diritto si estingue per prescrizione, quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla legge".

Esistono essenzialmente due termini di prescrizione:
- la prescrizione ordinaria decennale: Art. 2946 cod. civ.: "Prescrizione ordinaria. Salvi i casi in cui la legge dispone diversamente, i diritti si estinguono per prescrizione con il decorso di dieci anni."
- la prescrizione breve quinquennale: Art. 2948 cod. civ.: Prescrizione di cinque anni. Si prescrivono in cinque anni: [....] 5) le indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro".
Per esempio si prescrivono pacificamente in cinque anni il TFR, il preavviso, ecc., anche se sono somme dovuto in forma di capitale e non di rendita periodica.
Non sarebbe sufficiente pertanto eccepire che si tratta di un capitale, poichè appunto lo è anche il TFR.
Il punto sembrerebbe invece essere questo: lo "zainetto" rientra nella definizione di indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro" ?

La prescrizione può essere interrotta, con qualsiasi atto giudiziale o stragiudiziale che manifesti la volontà di far valere il diritto. Ad esempio coloro che hanno proposto l' opposizione al vecchio Piano di Riparto (come i nostri assistiti nel 2009) hanno chiaramente interrotto la prescrizione, ed i Liquidatori per costoro non hanno neppure proposto l' eccezione, mentre lo hanno fatto per coloro che non proposero alcuna opposizione.

"La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere" (art. 2935).
Le plusvalenze sono maturate nel 2006, ed nell' ottica eventuale dei cinque anni il diritto si sarebbe prescritto nel 2011.

" È nullo ogni patto diretto a modificare la disciplina legale della prescrizione" (art. 2936).

"Si può rinunziare alla prescrizione solo quando questa è compiuta" (art. 2937).
Quindi se hanno i Liquidatori nel 2010 hanno dichiarato che avrebbero applicato gli stessi criteri a tutti i creditori, per categorie, questo non può costuituire una "rinunzia alla prescrizione", poichè la suddetta prescrizione sarebbe maturata solo l' anno successivo, nel 2011.
In questo senso per altre fattispecie si è pronunciata la Corte di Cassazione (Cass. 1837/04), affermando che non "è ravvisabile rinuncia alla prescrizione, oltretutto senza effetto in presenza di un credito all'epoca pacificamente non prescritto". Si trattava di un caso di vertenze collettive in tema di lavoro straordinario presso le Ferrovie dello Stato:
Secondo i lavoratori le Ferrovie avevano dapprima rinunziato "preventivamente" alla prescrizione, ma successivamente l' aveva eccepita in giudizio.
La Cassazione ha dato ragione alle Ferrovie e ha dichiarato prescritto il diritto dei lavoratori.

Infine qualcuno ha osservato che "la prescrizione va dichiarata dal Giudice".
E' giusto ricordare che tutti i diritti e le eccezioni vanno dichiarati dal Giudice (come anche la nostra richiesta di art. 27).
Il punto però è questo : cosa deciderà il Giudice al momento della sentenza ?
E' bene quindi tenerne conto nella valutazione dell' eventuale transazione?
Su questo ognuno dovrà decidere con il suo difensore, l' unico che conosce la problematica specifica di causa di ognuno dei ricorrenti.